Abbiamo oggi davanti a noi opportunità inedite e grandi potenzialità[…] Dobbiamo essere in grado di trasformare le opportunità in realizzazioni capaci di migliorare il nostro modello sociale, di accelerare nelle transizioni ecologica e digitale, di offrire alle giovani generazioni una società non compromessa da ipoteche insostenibili

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’inaugurazione della XXXXVIII Assemblea Annuale Anci. 

 

Il Dibattito delle Idee 

 

Università diffusa o università d’eccellenza? 

Che tipo di sistema universitario progettare per il nostro Paese? Meglio uno che premi solo le eccellenze oppure un sistema a università “diffusa”? Il divario tra centro e periferia è certamente determinante anche in questo ambito per cercare di dare risposte in linea con le richieste del mondo imprenditoriale. In Italia per esempio, un recente studio Svimez segnala che gli atenei più periferici hanno riscontrato notevoli diminuzioni delle immatricolazioni e grandi difficoltà nel reclutare finanziamenti ordinari e straordinari.  

Il dibattito sull’Università è al centro del gruppo di lavoro “Università e disuguaglianza” presso il MIUR, coordinato da Fabrizio Barca e Fulvio Esposito. 

I due economisti, Giacomo Pignataro e Gaetano Vecchione, autori dell’articolo, scrivono che sarebbero opportuni dei correttivi per rendere il sistema universitario più equo e competitivo ed evitare un Paese dove solo chi potrà sostenere i costi di uno spostamento avrà l’opportunità di accedere ad una formazione migliore. Qui l’articolo integrale su La Voce.info 

  

2023, cambia la tassazione delle multinazionali 

Una nuova imposta globale al 15% renderà inutile lo spostamento dei profitti delle grandi aziende nei cosiddetti paradisi fiscali. Secondo le stime dell’OCSE la nuova tassazione minima consentirà di ottenere 150 miliardi di dollari all’anno in tutto il mondo, circa 130 miliardi di €, dalle società che finora hanno usufruito di una tassazione più bassa. Quando la riforma sarà operativa, secondo gli accordi entro il 2023, potrebbe avere conseguenze significative per l’economia globale, gli investimenti delle grandi aziende e le entrate di molti paesi. Molti dettagli operativi saranno discussi nei prossimi mesi, ma già da tempo sono state previste numerose eccezioni e compromessi. Al momento, però, è molto complesso capire quali saranno le reali conseguenze sull’economia dei singoli paesi. Qui per l’articolo integrale su LaVoce.info 

 

Studi, ricerche e numeri 

 

Confindustria: leggero calo della produzione industriale a settembre (-0,1%). Torna a salire ad ottobre (+0,2%) 

Nel 3° trimestre la produzione industriale italiana è cresciuta dell'1% rispetto al 2°, un ritmo più contenuto di quanto osservato nei primi due. Lo stima il Centro Studi di Confindustria nella consueta indagine rapida CSC, aggiungendo che gli ordini in volume destagionalizzati sarebbero aumentati in settembre e ottobre rispettivamente dell'1% e dello 0,6% sul mese precedente. A settembre si era rilevata una riduzione dell’attività dello 0,1% (dopo quella dello 0,2% riscontrata dall'Istat e dal Csc ad agosto). Le ragioni del rallentamento tra luglio e settembre sono riconducibili a fattori limitativi della produzione, quali la scarsità di alcune componenti e materie prime, al maggior ricorso alle scorte di magazzino, al rallentamento produttivo dei principali partner commerciali e al maggior grado di incertezza. Qui per un approfondimento. 

 

Le conseguenze della pandemia sul Made in Italy: nel 2020 perso il 18,7% di valore aggiunto 

Nel 2020 i cinque cluster che compongono il Made in Italy, e cioè Agroalimentare, Turismo, Cultura, Moda-accessori e Meccanica, hanno perso il 18,7% di valore aggiunto prodotto contro il -10,6% di media del totale Cluster e il -8,6% dell’intera economia. Rispetto al 2019, il Made in Italy perde quasi quattro punti di quota passando dal 20,2% al 16,4%. Nel complesso, invece, i cluster perdono il 10,6% sul 2019 e la loro quota passa dal 48,6% al 47,5% facendo registrare una perdita di 1,1 punti percentuali. È quanto emerge da uno studio del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti su Agroalimentare, Turismo, Cultura, Moda e accessori, Meccanica, Mare, Sanità, Edilizia e Ambiente, che rappresentano circa 2 milioni di imprese, di cui quasi 500 mila società di capitali, e oltre 8 milioni di addetti per un valore aggiunto complessivo che, nel 2020, raggiunge quasi 675 miliardi di €, pari al 48% del sistema economico nazionale. Qui per approfondire.  

 

Banca d’Italia: imprese, le difficoltà di approvvigionamento si protrarranno oltre il 1° trimestre 2022 

Le imprese, soprattutto quelle industriali, stanno incontrando diffuse difficoltà di approvvigionamento di input produttivi, riconducibili principalmente al loro rincaro o alla loro indisponibilità. È quanto emerge dal sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi condotto da Banca d’Italia secondo cui, per un'ampia maggioranza di aziende tali difficoltà non si risolveranno entro il primo trimestre del 2022. I giudizi delle imprese dell'industria in senso stretto e dei servizi con almeno 20 addetti indicano una decisa crescita delle vendite nei primi nove mesi dell'anno, sia nel mercato interno sia in quello estero. Circa il 70% delle imprese industriali e il 60% di quelle dei servizi si attendono di recuperare o superare i livelli precedenti la pandemia entro l’anno. Qui il sondaggio di Banca d’Italia. 

 

Cerved: PMI, entro il 2022 torneranno ai livelli pre-covid 

Entro il 2022 le Pmi torneranno oltre i livelli pre-Covid, ma sarà necessario accelerare in modo strutturale il ritmo di crescita, sfruttando il Pnrr e concentrando le risorse sulle imprese a maggiore potenziale di crescita.  È questa la fotografia del Rapporto Cerved Pmi 2021, presentato nell'ambito di Osservitalia. L'analisi riguarda le 160mila società di capitale che rispettano i requisiti europei di Pmi (10-250 addetti e 2-50 milioni di euro di ricavi) che danno lavoro a 4,5 milioni di addetti. I ricavi sono scesi fra 2019 e 2020 dell'8,8%, con effetti più ampi per le piccole imprese (-9,2% per quelle con 10-50 addetti). La redditività lorda è calata del 14%, con punte del 67% per quelle che hanno subito gli impatti più forti del Covid. È più che raddoppiato il numero di Pmi che ha chiuso l'esercizio in perdita, dal 16% del totale nel 2019 al 33% nel 2020. Qui per approfondire. 

 

Banca d'Italia, a settembre calano ancora le sofferenze delle banche (-22,5%) 

A settembre i prestiti al settore privato sono cresciuti dell`1,7% sui dodici mesi (1,8% nel mese precedente). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 3,6% sui dodici mesi (3,7% nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dello 0,7% (1,2% nel mese precedente). Lo ha reso noto la Banca d'Italia spiegando che la variazione può risentire dell'effetto di operazioni di cartolarizzazione. A settembre, inoltre, le sofferenze delle banche sono diminuite del 22,5% sui dodici mesi, ad agosto la riduzione era stata del 19,5%, mentre i depositi del settore privato sono cresciuti del 7,4% sui dodici mesi (contro l'8,1 in agosto); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 6,4% sullo stesso periodo dell’anno precedente (-6,1% in agosto). Qui la Nota di Banca d’Italia. 

 

Istat, prosegue la crescita dell’economia italiana 

Nel terzo trimestre, il Pil italiano ha segnato, in base alla stima preliminare, un deciso aumento (+2,6% la variazione congiunturale) che rafforza la fase di ripresa dei ritmi produttivi manifestatasi nel secondo trimestre. La dinamicità in corso d’anno (+6,1% la variazione acquisita) ha permesso una ulteriore riduzione del gap precrisi che è dell’1,4% rispetto al quarto trimestre 2019.  Lo ha reso noto l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. L’economia internazionale continua a espandersi, prosegue l’Istat, nella continuazione della fase di aumento dei prezzi dei prodotti energetici che potrebbe costituire un freno per la produzione mondiale nei prossimi mesi. Infine, anche il mercato del lavoro a settembre è tornato a registrare segnali di miglioramento, con un incremento degli occupati e una riduzione di disoccupati e inattivi. Qui la Nota dell’Istat. 

 

Ue rivede al rialzo la crescita del PIL dell'Italia: +6,2% nel 2021 

L'economia dell'UE si sta riprendendo più rapidamente del previsto dalla recessione dovuta alla pandemia. Nonostante le crescenti turbolenze, secondo le proiezioni, l'economia dell'UE continuerà ad espandersi nel periodo delle previsioni, raggiungendo un tasso di crescita del 5 %, del 4,3 % e del 2,5 % rispettivamente nel 2021, 2022 e 2023. Al rialzo anche le previsioni di ripresa economica dell'Italia: ora la stima è di un aumento del PIL del 6,2% quest'anno, cui dovrebbe seguire una espansione del 4,3% nel 2022. La Commissione europea ha anche previsto che il deficit dell'Italia resterà molto elevato, con una limatura al 9,4% del PIL quest'anno, dopo il 9,6% del 2020, per poi scendere al 5,8% nel 2022 e al 4,3% del PIL nel 2023. Infine, il tasso di disoccupazione salirà in Italia quest'anno al 9,8% per poi attenuarsi al 9,3% nel 2022 e al 9,2% nel 2023 quando tornerà al valore del 2020. Qui per un approfondimento sul sito della Commissione Europea. 

 

Istat: industria produzione +0,1% mese, +4,4% anno  

L'Istat stima che a settembre 2021 l'indice destagionalizzato della produzione industriale sia aumentato dello 0,1% rispetto ad agosto, contro le attese per un calo dello 0,1% e rispetto al -0,3% del mese precedente. Su base annuale si registra un aumento del 4,4%, rispetto al +4% del consensus e al -0,1% di agosto. Nella stima flash dell'Istituto nazionale di statistica viene sottolineato che il livello destagionalizzato dell'indice di settembre supera dell'1,5% il valore di febbraio 2020, l'ultimo mese prima della pandemia. Nella media del terzo trimestre il livello della produzione cresce dell’1% rispetto al trimestre precedente. L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento congiunturale sostenuto per i beni di consumo (+3,3%) e una crescita più contenuta per l’energia (+1,3%) e i beni intermedi (+0,9%); viceversa, si osserva una diminuzione per i beni strumentali (-1,0%). Qui la Nota dell’Istat. 

 

Inps: nel 2020 attive in Italia oltre 1,6 milioni di aziende, in calo del 2,3%  

Nel 2020 le imprese del settore privato non agricolo che sono risultate attive sono 1.614.243, in calo rispetto al 2019 del 2,33%. Lo ha rende noto l'Inps, affermando che a livello regionale, il maggior decremento si rileva nella regione Molise (-4,23%), seguita dalla Liguria (-3,99%) e dalla Toscana (-3,71%). Le regioni che hanno registrato la minor diminuzione sono Sicilia (-0,31%), Campania (-0,43%) e Calabria (-1,35%). Il numero medio annuo di posizioni lavorative è risultato pari, nell'anno 2020, a 13.707.237, con un decremento di 2,08% punti percentuali rispetto all'anno precedente. Sempre nel 2020 la somma totale dei contributi annui è di circa 126 miliardi di euro, con una variazione percentuale pari a -8,3% rispetto all'anno precedente. Qui la sezione Comunicati stampa dell’Inps. 

 

La Voce degli Stakeholder 

 

Confcommercio: in caso di inflazione al 4% si rischia di perdere 5,3 miliardi di consumi 

Un eventuale rialzo dell’inflazione negli ultimi mesi di quest'anno ridurrebbe fortemente i consumi delle famiglie con il rischio di impattare negativamente anche sugli acquisti di Natale e rallentare la crescita nel 2022. Infatti, nell'ipotesi di un aumento medio dei prezzi del 3% si perderebbero circa 2,7 miliardi di € di consumi che potrebbero arrivare fino a 5,3 miliardi nell'ipotesi, non tanto irrealistica, di un’inflazione al 4%. È quanto emerge da una stima dell’Ufficio Studi Confcommercio sugli effetti di un rialzo dell'inflazione sui consumi delle famiglie nel quarto trimestre 2021. Per il 70% le perdite stimate sono dovute a immediate riduzioni di potere d'acquisto del reddito disponibile. Qui e qui per approfondire. 

 

Coldiretti: Agroalimentare, con 52 miliardi di € record storico export cibo italiano all’estero 

L’agroalimentare Made in Italy fa registrare il record storico nelle esportazioni raggiungendo quota 52 miliardi di €. È quanto emerge dalle proiezioni di Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi nove mesi del 2021 e che evidenziano la crescita della produzione industriale a settembre favorita anche dalla ripresa dei consumi fuori casa. Con l’avanzare della campagna di vaccinazione e la riapertura delle attività di ristorazione, sottolinea Coldiretti, cresce la domanda di Made in Italy a tavola in Italia e nel mondo con la produzione alimentare che segna a luglio un balzo del’6,3%.  Qui per un approfondimento. 

 

Cna: nel 2021 la crescita delle spese edili sfiorerà il 63% 

Secondo uno studio della CNA realizzato sui dati resi disponibili dal Mef, quest'anno la crescita delle spese edili di imprese e famiglie usufruendo della proroga di bonus, detrazioni e cessione dei crediti derivanti dalle detrazioni (superbonus al 110%, bonus facciate al 90%, detrazioni sulle ristrutturazioni degli edifici al 50%, le detrazioni sulla riqualificazione energetica degli edifici al 65%) è destinata a salire del 62,7% sul 2019 (anno pre-pandemia) e addirittura del 73,2% rispetto al 2020, anno in cui è scoppiata la pandemia. In termini assoluti, a fronte dei 46,2 miliardi di € stimati dal Centro studi della Cna per l'intero 2021, nel 2020 la spesa è ammontata a 26,7 miliardi e nel 2019 a 28,4 miliardi.  Qui per approfondire.  

 

Confcommercio: disagio sociale in lieve calo ma l’inflazione mette a rischio redditi e occupazione 

Il Misery Index Confcommercio registra un lieve calo rispetto al dato di agosto, passando da 16,8 a 16,7, restando però su un livello elevato rispetto alle rilevazioni precedenti. Il motivo di principale "preoccupazione" è l'inflazione che è passata in pochi mesi da una situazione di stallo ad una crescita vicina al 3%, colpendo il potere d'acquisto delle famiglie e impattando anche sull'occupazione. A settembre il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato al 9,1%, in riduzione di un decimo di punto su agosto. Il miglioramento dell’occupazione, precisa Confcommercio, non coinvolge però il lavoro indipendente ed autonomo che è in continua riduzione. Le incertezze che ancora caratterizzano la ripresa continuano a mantenere parte delle forze di lavoro potenziali nell’area dell’inattività: rispetto ai livelli pre-pandemia, nella fascia 15-64 anni, ci sono oltre 250 mila inattivi in più. Qui per approfondire.     

 

Unioncamere: lavoro, 465mila assunzioni previste a novembre dalle imprese 

Nel mese di novembre sono quasi 465mila i contratti programmati dalle imprese, +201mila rispetto allo stesso mese del 2020 e +116mila in confronto a novembre 2019. Prevale l’offerta di contratti a tempo determinato e toccano i massimi le indicazioni di difficoltà nell’individuazione di profili idonei da assumere: difficili da reperire quasi 4 profili su 10, pari a 179mila profili professionali. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, e che evidenzia, inoltre, come risultino “introvabili” quasi 4 profili su 10, soprattutto operai specializzati e professioni ad elevata qualificazione. Qui per un approfondimento. 

  

Coldiretti: turismo, vola a 9,4 mld la spesa degli stranieri in estate (+29%) 

È “schizzata” ad oltre 9,4 miliardi la spesa dei turisti stranieri in Italia nell’estate 2021 per effetto di un aumento del 29% rispetto all’anno precedente, fortemente condizionato dalle restrizioni messe in atto per frenare i contagi da Covid-19. È quanto emerge dall’analisi Coldiretti sulla base dei dati della Banca d’Italia relativi agli arrivi dall’estero a giugno, luglio ed agosto. Un risultato ottenuto con l’avanzare della campagna di vaccinazione e dal green pass. Qui per approfondire. 

 

Innovazione  

 

Nasce Id InfoCamere, riferimento per l’identità digitale rivolto a imprese e professionisti 

Sono operativi per tutti gli imprenditori e i professionisti, i servizi per l’identità digitale della Certification Authority delle Camere di commercio. Attraverso la nuova piattaforma di InfoCamere, le Camere di commercio mettono a disposizione del tessuto produttivo un corredo di strumenti da usare per entrare nell’economia digitale e accrescere efficienza e competitività. Attraverso il portale di InfoCamere è possibile richiedere, gestire e rinnovare la propria firma con identità digitale, necessaria per sottoscrivere verbali di assemblee, bilanci societari, comunicazioni e adempimenti verso la PA. Inoltre, è possibile autenticarsi e accedere ai servizi digitali messi a disposizione dalle Camere di commercio. Qui per un approfondimento. 

 

Cybercrime, dagli hacker danni pari al 6% del Pil mondiale. +24% per gli attacchi gravi nel primo semestre 

Il Cybercrime è una emergenza globale e provoca danni economici stimati pari a oltre il 6% del Pil mondiale. A lanciare l’allarme è il Rapporto di Clusit (Associazione italiana per la sicurezza informatica) che sottolinea come nel primo semestre si sono registrati il 24% in più di attacchi gravi e si è assista ad una crescita dal 49% al 74% degli assalti “molto critici o devastanti”. A livello mondiale, secondo i ricercatori, nel primo semestre 2021 sono aumentati del 21% gli attacchi gravi compiuti per finalità di cybercrime, cioè per estorcere denaro, che rappresentano l’88% del totale In Italia 36 mln di eventi malevoli, in aumento del 180% rispetto allo stesso periodo del 2020. Secondo il rapporto, il Pnrr “può rappresentare l’occasione di mettersi al passo e colmare le proprie lacune anche in ambito cyber “. Qui per approfondire. 

 

Industria 4.0, il Mise stanzia 15 milioni per gli Its 

Favorire la realizzazione di sedi e laboratori innovativi legati alla tecnologia 4.0 per spingere la formazione di competenze professionali degli Its (Istituti tecnici superiori) e potenziare la sinergia con il mondo delle imprese. Questo l’obiettivo degli incentivi messi in campo dal Mise, con un contributo di 15 milioni di €. “Incentivare la formazione altamente specializzata di giovani che escono dalle scuole superiori è una priorità per questo governo – ha dichiarato il Ministro Giancarlo Giorgetti - per favorire la competitività del sistema produttivo del Paese. Un tassello importante che è anche uno degli obiettivi previsti dal PNRR”. Gli Its avranno tempo fino al 3 dicembre per richiedere le agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali, materiali e immateriali, macchinari e servizi che rientrano nell’ambito del Piano nazionale Industria 4.0. Qui la Nota del Mise. 

 

Gender Equity 

 

4 Weeks 4 Inclusion: 200 aziende insieme per la più grande maratona sull’inclusione 

È in corso, sino al prossimo 22 novembre, la seconda edizione di 4 Weeks 4 Inclusion (4W4I), un’iniziativa ideata dalle aziende per sensibilizzare sui temi dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità, grazie a un fitto programma di eventi condivisi, webinar, digital labs e gruppi creativi. Ogni anno gli ospiti e gli speaker si alternano per quattro settimane consecutive, realizzando un racconto corale di storie di inclusione e condividendo best practices, modelli e strumenti per valorizzare tutte le diversità: dalla disabilità al confronto intergenerazionale, dalla valorizzazione del contributo femminile, all’orientamento sessuale e identità di genere, all’etnia e alla religione. Aderiscono all’edizione 2021 di 4 Weeks 4 Inclusion oltre 200 aziende. Qui per un approfondimento. 

 

Gender gap, nasce l’Osservatorio digitale per monitorare l’implementazione del Pnrr 

Il PNRR rappresenta una occasione unica per l’Italia per diventare un Paese moderno e innovativo e, allo stesso tempo, sostenibile e inclusivo. Le tecnologie sono al centro della transizione digitale, ma alla costruzione di questo futuro manca ancora un tassello fondamentale: una adeguata presenza e valorizzazione delle donne, una miniera di talenti su cui investire. Nasce da qui l’Osservatorio sul Gender Gap promosso da Associazione Donne 4.0, che si pone l’obiettivo di verificare costantemente come la parità di genere sia considerata e implementata nell’attuazione del PNRR e ha definito una serie di indicatori (Key Performance Indicators) per valutarne l’impatto sull’occupazione femminile in ambito digitale. Qui per un approfondimento. 

 

Enti locali 

 

38° Assemblea Anci: a Parma tre giorni di confronto dei sindaci italiani. Presenti Mattarella, Casellati, Fico e Draghi 

“La rinascita dell’Italia non può che partire dai sindaci che sono al centro della stagione di sfide che attende il Paese dopo il periodo buio della crisi pandemica”. È stato questo il filo conduttore delle dichiarazioni del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del Presidente del Consiglio Mario Draghi, della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati ed infine del presidente della Camera Roberto Fico, alla 38° Assemblea nazionale dell’Anci. In particolare, il Presidente Mattarella ha ricordato che "il riconoscimento del valore del ruolo di chi amministra è parte della dignità delle istituzioni democratiche del nostro Paese”. Dal canto suo, il Premier Draghi ha precisato che “si apre una nuova fase per l’Italia e per i suoi quasi 8.000 Comuni. Un’occasione di sviluppo, progettazione, idee, che - ha esortato Draghi - dobbiamo essere pronti a cogliere per i nostri cittadini e per le generazioni future. Dalla transizione digitale a quella ecologica; dagli investimenti nella cultura all’edilizia pubblica; dagli asili nido al sostegno agli anziani più vulnerabili; Il futuro dell’Italia passa dai Comuni e voi oggi protagonisti”. Quiqui e qui per un approfondimento. 

 

Forum PA: Bologna, Venezia e Torino le città italiane più social 

Bologna, Venezia e Torino sono i 3 comuni capoluogo più “social” d’Italia, cioè i più avanzati per presenza sui diversi canali, cura del profilo, visibilità, popolarità e capacità di coinvolgere l’utenza, seguiti da Firenze, Napoli, Roma, Pordenone, Cagliari, Genova e Milano. Lo evidenzia l’indagine di FPA sull’utilizzo dei social network in 107 comuni capoluogo, che ha preso in esame diversi indicatori: presenza su 7 social network, tasso di penetrazione, frequenza di aggiornamento su Facebook, YouTube e Twitter, oltre che produzione di contenuti per questi ultimi due. L’indagine sulle social cities è un’anteprima del Rapporto “ICity Rank 2021”, che sarà presentato integralmente il prossimo 23 novembre in occasione dell’evento FORUM PA Città, e che restituirà la classifica completa dei comuni più digitali d’Italia. Qui per approfondire. 

 

 Mondo MEF 

 

MEF, Entrate tributarie: "Nei primi nove mesi dell’anno gettito pari a 340,8 miliardi di euro" 

Nel periodo gennaio-settembre 2021 le entrate tributarie erariali sono state pari a 340.865 milioni di €, segnando un incremento del 12% (pari a 37.367 milioni di €) rispetto allo stesso periodo del 2020. È quanto fa sapere il Ministero dell'Economia e delle Finanze, sottolineando come il confronto tra i primi nove mesi 2021 e quelli del corrispondente periodo dell'anno precedente presenti ancora un evidente carattere di disomogeneità per effetto del lockdown e delle conseguenti misure economiche e di sospensione dei versamenti dirette ad affrontare l'emergenza sanitaria. Secondo quanto emerge dai dati diffusi dal Mef, il mese di settembre mostra una variazione positiva delle entrate tributarie pari a 6.753 milioni di € (+21,1%), determinata dall'incremento di gettito delle imposte dirette di 5.763 milioni di € (+34,1%) e delle imposte indirette di 990 milioni di € (+6,6%). Qui il Comunicato stampa del Mef. 

 

Partite Iva, MEF: nel terzo trimestre 2021 aperte 107.024 nuove posizioni (+1,4%) 

Nel terzo trimestre del 2021 sono state aperte 107.024 nuove partite Iva con un incremento dell’1,4% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Lo comunica il Mef (Osservatorio sulle partite Iva) nell’aggiornamento sul terzo trimestre 2021. La distribuzione per natura giuridica mostra che il 66,2% delle nuove aperture di partita Iva è stato operato da persone fisiche, il 20,2% da società di capitali, il 2,7% da società di persone; la quota dei “non residenti” ed “altre forme giuridiche” rappresenta complessivamente quasi l’11% del totale delle nuove aperture. L’aumento generale delle aperture rispetto al terzo trimestre del 2020 è dovuto unicamente ai soggetti non residenti (+180%), fenomeno legato alle vendite di beni e servizi online, mentre tutte le altre forme giuridiche mostrano una flessione: persone fisiche -5,5%, società di capitali -5,9% e società di persone -8,2%. Qui il Comunicato stampa del Mef.