“Il multilateralismo è la migliore risposta ai problemi che affrontiamo oggi. Per molti versi, è l’unica soluzione possibile. Dalla pandemia, al cambiamento climatico, a una tassazione giusta ed equa, fare tutto questo da soli, semplicemente, non è un’opzione possibile.”  

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante il suo intervento di apertura del G20 che si è tenuto a Roma il 30 e il 31 ottobre.

Il Dibattito delle Idee

 

Ma il Pil è un alleato del buon clima 

Secondo il Premio Nobel per la Fisica 2021, Giorgio Parisi, intervenuto all’incontro parlamentare pre-Cop26 in vista del summit di Glasgow, “il PIL dei singoli Paesi sta alla base delle decisioni politiche e la direzione dei governi sembra essere quella di aumentarlo il più possibile, obiettivo in profondo contrasto con l’arresto del cambiamento climatico".  

Se il PIL si riduce, infatti, calano le emissioni e il clima ne beneficia e il 2020 ha confermato questa tendenza. Quando, per limitare la diffusione del Covid-19, sono state attuate profonde restrizioni alle attività economiche il PIL mondiale si è ridotto di oltre il 3% e proporzionalmente anche le emissioni di CO2 in atmosfera sono calate del 6,7%. 

Le conseguenze umane, oltre a quelle dirette della pandemia, sono state drammatiche: per la prima volta negli ultimi decenni è aumentato (di 120 milioni) il numero di persone che vivono in condizioni di povertà assoluta. Qui l’articolo integrale su LaVoce.info  

 

Quando il salario contrattuale è troppo rigido per le imprese 

Negli ultimi dieci anni, il mondo delle imprese è diventato sempre più globale, competitivo e con sempre maggiori necessità di flessibilità. Questa sintesi trae spunto da un approfondimento che ha come oggetto i progetti di ricerca realizzati attraverso il programma VisitInps con i quali si sono raccolti sistematicamente i dati sui minimi contrattuali dei numerosi contratti nazionali. Obiettivo dell’analisi è stato lo studio degli effetti della crescita dei salari contrattuali sulle strategie di gestione del personale e su diverse misure di performance d’impresa. In un sistema economico che funziona salario e produttività sono due facce della stessa medaglia. Ma con mercati globali e imprese che competono in diverse parti del mondo, la produttività inevitabilmente varia tra impresa e impresa. Le proposte di introduzione di un salario minimo hanno riaperto il dibattito sull’efficacia del sistema italiano di contrattazione centralizzata.  Qui per approfondire su LaVoce.info. 

Studi, ricerche e numeri

 

IHS MARKIT: nuovo record a ottobre per il manifatturiero italiano 

L'indice Pmi manifatturiero è salito a 61,1 da 59,7 di settembre, registrando un altro mese di rapida crescita a ottobre. La domanda si è ulteriormente rafforzata, con un deciso aumento di nuovi ordini, il più rapido da giugno. Lo afferma la società di ricerche IHS Markit. Le interruzioni sulla catena di distribuzione, prosegue il Report, continuano però a frenare il settore ed i tempi medi di consegna si sono allungati a un livello quasi record a causa della carenza di materiale e dei problemi legati ai trasporti, aggravando ulteriormente le pressioni inflazionistiche, già a livelli senza precedenti. Qui per un approfondimento. 

 

IHS MARKIT PMI: ad ottobre si registra un forte rallentamento della crescita terziaria 

L'Indice principale destagionalizzato IHS Markit PMI dell’Attività Terziaria in Italia di ottobre si è posizionato su 52.4, registrando il sesto mese consecutivo di incremento dell’attività terziaria, anche se il tasso di crescita è stato il più debole della sequenza. Il valore dell’indice, rispetto a settembre, è sceso considerevolmente. I dati di ottobre hanno inoltre evidenziato pressioni inflazionistiche più severe. L’onere dei costi sostenuti dalle aziende terziarie italiane è di nuovo aumentato, segnando il più forte tasso di incremento da luglio 2008. Ciò nonostante, all’inizio del quarto trimestre è il settore terziario che ha continuato ad essere il motore trainante della crescita economica, afferma IHS MARKIT. Qui per un approfondimento. 

 

Istat: imprese, nel 2019 valore aggiunto sale a 826mld, +2,4% 

Nel 2019 le imprese attive nell’industria e nei servizi sono 4,2 milioni e occupano 16,9 milioni di addetti, di cui 12,2 milioni di dipendenti generando un valore aggiunto di 826 miliardi, in crescita del 2,4% sul 2018 (+1,8% nell’industria, +2,4% nei servizi e +5,8% nelle costruzioni). Lo rileva l'Istat nel Report “Conti economici delle imprese e dei gruppi di impresa”. Oltre la metà del valore aggiunto (56,6%) proviene dai gruppi di impresa, dove il valore aggiunto per addetto è di oltre 78mila € contro i quasi 33mila delle imprese indipendenti. La produttività media è più elevata nei gruppi multinazionali con vertice residente all’estero (95mila € per addetto) rispetto a quelli con vertice in Italia (94mila €), e molto inferiore in quelli domestici (57mila €). Qui la Nota dell’Istat. 

 
Crif: credito, con la ripresa economica frenano le richieste da parte delle imprese 

Il consolidamento della ripresa economica con il conseguente aumento dei flussi di cassa ha attenuato le esigenze di liquidità delle imprese, con il risultato che il numero delle richieste di credito nel terzo trimestre del 2021 è diminuito del 18,8% rispetto allo stesso trimestre 2020. Questo riporta i volumi di richieste sui livelli pre-Covid dopo il picco del 2020. È quanto emerge dall’analisi delle istruttorie di finanziamento registrate su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF. La tendenza in atto riguarda sia le Società di capitali, sia le Imprese individuali che erano risultate particolarmente esposte agli effetti della pandemia. Qui per approfondire. 

 

Istat, a settembre cresce l’occupazione: +59mila unità 

Nel mese di settembre 2021 crescono gli occupati e diminuiscono disoccupati e inattivi. L’aumento dell’occupazione (+0,3%) è pari a +59mila unità, osservato sia per gli uomini che per le donne e coinvolge i dipendenti a tempo determinato, le persone tra i 25-34 anni e gli ultracinquantenni. Il tasso di occupazione sale al 58,3% (+0,2 punti). Lo rende noto l’Istat, rilevando che, confrontando il terzo trimestre con il precedente, il livello dell’occupazione è più elevato dello 0,4%, con un aumento di 81mila unità. La diminuzione del numero di persone in cerca di lavoro è più marcata per gli uomini e coinvolge persone oltre i 24 anni. Il tasso di disoccupazione cala al 9,2% (-0,1 punti), nonostante l’aumento tra i giovani al 29,8% (+1,8 punti). Qui la Nota dell’Istat. 

 

Istat: Commercio, volume vendite raggiunge livelli pre-pandemia 

L'Istat stima a settembre una crescita congiunturale per le vendite al dettaglio (+0,8% in valore e +0,6% in volume). Sono in aumento sia le vendite dei beni alimentari (+0,6% in valore e +0,3% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (+1,1% in valore e +0,8% in volume). Nel terzo trimestre del 2021, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio aumentano dell’1,2% in valore e dello 0,7% in volume. Le vendite dei beni non alimentari crescono sia in valore (+1,7%) sia in volume (+1,3%), mentre per i beni alimentari si registra un aumento in valore (+0,5%) e una lieve diminuzione in volume (-0,2%). L'Istat sottolinea infine che il livello dell’indice destagionalizzato in volume, grazie alla dinamica positiva degli ultimi mesi, raggiunge, per la prima volta dall’inizio dell’emergenza sanitaria, il livello di febbraio 2020. Qui la nota sul sito di Istat. 

 

Mediobanca, +5,8% per il Pil Italia nel 2021, +4,2% nel 2022. Oltre la media Ue 

Il Pil italiano dovrebbe crescere più della media dell'area euro: +5,8% nel 2021 (+0,9 punti percentuali in più rispetto alle stime di luglio) e +4,2% nel 2022. Oltre alle potenzialità rappresentate dal PNRR, che darà la possibilità di creare un’economia green, digitalizzata e più produttiva, si prevede che il settore manifatturiero possa beneficiare della ripresa della domanda di esportazioni nei mercati chiave. Così, se nel 2020 l’insieme delle imprese industriali e di servizi ha consuntivato un calo del fatturato pari all’11,7%, per il 2021 si prevede un incremento dell’8% circa e un ulteriore +6,5% nel 2022. È quanto stima l'Area Studi Mediobanca con la pubblicazione dell'indagine annuale sulle principali società italiane. Qui per approfondire. 

 

Banca d’Italia €-coin è rimasto pressoché invariato in ottobre 

Nel mese di ottobre l'indice €-coin si è collocato su un livello prossimo a quello del mese precedente (0,71 da 0,75 in settembre). Lo rende noto la Banca d'Italia nel suo aggiornamento mensile spiegando che il rallentamento della produzione industriale è stato controbilanciato da indicazioni complessivamente positive provenienti dalle attese di famiglie e imprese e dal commercio con l’estero. Qui la Nota di Banca d’Italia. 

 

Banca d’Italia: Nord traina ripresa ma non aumenta divario Sud 

Il Nord traina la ripresa post-pandemica ma non aumenta il divario con il Sud. Lo rileva la Banca d'Italia nel rapporto sulle economie regionali. Dopo aver risentito pesantemente degli effetti della crisi da Covid, in Italia l'avvio della campagna di vaccinazione e il graduale allentamento delle restrizioni, assieme al rinnovato sostegno a famiglie e imprese, hanno concorso a sostenere l'inversione di tendenza osservata nel secondo trimestre, quando l'attività economica è aumentata di oltre il 17% rispetto al corrispondente periodo del 2020. "La ripresa” si legge “è stata più marcata al Nord rispetto al resto del Paese” mentre "è stata ovunque sostenuta dal recupero delle esportazioni, già iniziato nella seconda metà del 2020”. Qui per la nota integrale sul sito di Bankitalia.  

La Voce degli Stakeholder

 

Unioncamere: costruzioni +30mila imprese, effetto "bonus" in due anni 

Grazie anche all’impatto dei bonus e superbonus nel comparto dell’edilizia, il saldo tra aperture e chiusure nel terzo trimestre 2021 si attesta a quota +22mila imprese, una soglia superata solo due volte nei trimestri estivi del decennio pre-pandemico. È quanto emerge dall’analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. A spingere sulla vitalità del sistema imprenditoriale nel trimestre da poco concluso, secondo i dati di Unioncamere, sono state le costruzioni che, con 6.200 imprese in più (+0,95% rispetto a fine giugno), hanno contribuito per il 28% al bilancio positivo del periodo. Qui un approfondimento sul sito di Unioncamere. 

 

Confcommercio Professioni: con la pandemia persi 40mila liberi professionisti 

Secondo il Report "Professioni Restart: la ripartenza fra opportunità e criticità”, dell’Ufficio Studi di Confcommercio realizzata per Confcommercio Professioni i liberi professionisti ordinistici e non ordinistici che nel 2019 in totale rappresentavano oltre 1 milione e 400 mila lavoratori, a causa della pandemia, sono diminuiti di almeno 40 mila unità. Dal 2008 al 2019, le professioni sono cresciute dell’89%, arrivando a quota 429.000 soggetti. Un tasso di incremento elevato, confermato anche dal +10% del 2019 rispetto al 2018, a cui però il Covid ha messo sicuramente un freno.  Qui per un approfondimento. 

 

Confartigianato: in Italia 60,9% piccole imprese innovative 

 La propensione all’attività innovativa delle piccole imprese italiane è diffusa e crescente nel tempo. L’analisi dei più recenti dati statistici disponibili evidenzia i punti di forza del sistema delle piccole imprese italiane che favoriscono innovazione, produttività e crescita economica. Lo afferma l’Ufficio Studi di Confartigianato nel Report “Ripresa dopo la pandemia e punti di forza delle micro e piccole imprese”, realizzato sui dati dell’ultima rilevazione Istat relativa al triennio 2016-2018. Le piccole imprese innovative sono oltre la metà (53,3%) delle piccole imprese tra 10-49 addetti, quota in crescita di 7,7 punti percentuali rispetto al 45,6% del precedente triennio. L’Italia con la sua quota di piccole imprese con attività innovative pari al 60,9%, supera di 14,9 punti percentuali la media europea (46,0%). Sul versante nazionale la maggiore presenza di imprese innovative si registra in Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. Qui per approfondire sul sito di Confartigianato. 

 

Innovazione

 

ANPR: dal 15 novembre certificati anagrafici online e gratuiti per i cittadini  

Dal 15 novembre per la prima volta i cittadini italiani potranno scaricare i certificati anagrafici online in maniera autonoma e gratuita. Il nuovo servizio dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) del Ministero dell'Interno permetterà di scaricare 14 tipologie di certificati per proprio conto o per un componente della propria famiglia, dal proprio computer senza bisogno di recarsi allo sportello. I certificati saranno rilasciati gratuitamente (e disponibili in modalità multilingua per i comuni con plurilinguismo). Qui la Nota del Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale.  

 

GFK: il Panel Distributori ICT cresce del +8,4% nel 2021 

Nei primi nove mesi del 2021 il fatturato dei beni tecnologici rappresentato dal Panel Distributori ICT di GFK ha raggiunto i 6,1 miliardi di €, con una crescita dell’8,4% rispetto allo stesso periodo del 2020. In Italia, la domanda di beni tecnologici resta fortemente sostenuta dall’accelerazione del processo di trasformazione digitale che si sta estendendo in tutti i settori, non solo aziendali, ma anche nelle famiglie, nella P.A. e nell’Istruzione. In particolare, nei primi nove mesi del 2021, il settore IT sta beneficiando di questi cambiamenti, come dimostrano le tendenze dei canali consumer: notebook e tablets crescono del +14,6%; andamento positivo anche per pc (+8,2%), televisori (+12,7%). Qui per approfondire. 

Gender Equity

 

FIPE-CONFCOMMERCIO: “Nella ristorazione gender gap di lavoratrici e imprenditrici” 

Sono le donne del mondo della ristorazione e del turismo in generale, ad aver pagato il conto più salato della pandemia: 183mila lavoratrici del settore costrette ad abbandonare la loro attività a causa della crisi. Inoltre, i numeri del settore certificano che benché il 51,4% della forza lavoro di bar e ristoranti sia composto da donne, solo il 28,7% dei locali è a titolarità femminile. Una percentuale che nel 2021 è destinata ad assottigliarsi ulteriormente proprio a causa delle chiusure post pandemia. Qui e qui per approfondire sui siti di Confcommercio e Fipe-Confcommercio. 

Enti locali

 

La capacità di spesa degli Enti Locali  

La ripartenza del Paese passa anche dalla capacità dello Stato e degli enti locali di sostenere famiglie e imprese. Supportare la capacità di spesa delle amministrazioni sul territorio è quindi una leva strategica per il riavvio delle attività produttive e per il sostegno ai cittadini. A questo obiettivo concorrono le azioni relative all’attuazione del Federalismo fiscale. Comprendere con esattezza come le misure previste nel PNRR approvato dall’Europa possano incidere sul concreto percorso autonomistico, rappresenta quindi una necessità.  

A tal fine, il Centro Studi Enti Locali (CSEL), partendo dall’analisi della recente audizione della Corte dei conti in Commissione Parlamentare per l’Attuazione del Federalismo Fiscale, ha pubblicato un documento che analizza l’effettiva capacità realizzativa dei Comuni riguardo i numerosi interventi previsti nel Piano quantificati in circa 80 miliardi di euro da spendere efficacemente entro il 2026. Qui per approfondire. 

 Mondo MEF

 

Mef: fabbisogno, il saldo migliora a ottobre 

Il fabbisogno dei primi dieci mesi dell’anno in corso è pari a circa 93.200 milioni, con un miglioramento di circa 44.900 milioni rispetto al fabbisogno registrato nello stesso periodo del 2020 (-138.154 milioni). Nel mese di ottobre 2021, il saldo del settore statale si è chiuso, in via provvisoria, con un fabbisogno di 7.500 milioni, con un miglioramento di circa 2.300 milioni rispetto al risultato del corrispondente mese dello scorso anno (-9.844 milioni). Lo comunica il Ministero dell'Economia e delle Finanze evidenziando che nel confronto con il corrispondente mese del 2020, il saldo ha beneficiato della ripresa degli incassi fiscali legata all’effetto della congiuntura e all’aumento dell’IVA sulle importazioni. Contestualmente il Mef segnala “una maggiore spesa delle Amministrazioni centrali, su cui pesa il trasferimento delle risorse alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) per il contenimento dell’aumento dei prezzi del settore elettrico, parzialmente compensato dalla diminuzione della spesa delle Amministrazioni Territoriali”. Qui il Comunicato stampa del MEF. 

 

Mef: i dati su Credito e liquidità per famiglie e imprese  

Ancora attive moratorie per un valore complessivo di circa 62 miliardi, a fronte di più di 560 mila sospensioni accordate. Si attestano a oltre 207 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso 'Garanzia Italia' di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 29,8 miliardi di €, su 3519 richieste ricevute. Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte MEF, MiSE, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace. Qui il Comunicato stampa del MEF.