Non c’è crescita senza coesione sociale, non c’è crescita senza equità.

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante la Conferenza stampa dopo l’approvazione della Legge di Bilancio 2022.  

 

Il Dibattito delle Idee 

 

Il contributo degli immigrati al bilancio pubblico 

Gli immigrati regolari residenti in Italia portano più costi o più benefici? Diversi studi pubblicati hanno sostenuto che gli immigrati sono fondamentali per il mantenimento del sistema previdenziale che, senza di loro, rischierebbe il collasso. Inoltre, il saldo tra il gettito fiscale e contributivo versato dagli immigrati in Italia e spesa pubblica destinata all’immigrazione risulta ampiamente positivo. Alcuni numeri aiutano a mettere nella giusta prospettiva quella che spesso viene definita “emergenza immigrazione”. I costi sostenuti dalla pubblica amministrazione per gli stranieri residenti in Italia sono ampiamente compensati da tasse e contributi versati dagli stessi lavoratori stranieri. Qui l’articolo integrale disponibile su La Voce.info. 

 

Studi, ricerche e numeri 

 

Istat +2,6% del Pil nel terzo trimestre, crescita acquisita +6,1% nel 2021 

Nel terzo trimestre il Pil è aumentato del 2,6% rispetto al trimestre precedente e del 3,8% in termini tendenziali. La variazione acquisita per il 2021 è pari a +6,1 per cento. Lo comunica l’Istat evidenziando come anche nel trimestre in questione l’economia italiana abbia registrato una crescita ancora molto sostenuta.  Il risultato ha beneficiato, per il secondo trimestre consecutivo, di un forte recupero del settore dei servizi di mercato, il più penalizzato dalla crisi, e di una crescita dell'industria, commenta l’Istituto di statistica. Qui la Nota di Istat. 

 

Banca d’Italia: depositi bancari cresciuti di 1.700 € pro-capite nel 2020 

“Nel 2020 i redditi dei settori privati non finanziari dell’area euro hanno registrato la contrazione più forte degli ultimi venti anni, solo in parte contrastata dalle misure di sostegno introdotte dalle amministrazioni pubbliche”. Lo comunica Banca D’Italia con la nuova Nota Covid 19, “I flussi economici e finanziari tra settori istituzionali nei paesi dell’area dell’euro durante la pandemia”. In termini pro capite, si legge nella Nota, i depositi delle famiglie dell'area dell'euro sono cresciuti di 2.000€, con importi superiori alla media in Germania e Francia (2.500 e 2.400 € rispettivamente) e inferiori in Italia e Spagna (1.700 e 1.500 € rispettivamente). Alla fine del 2020 il peso dei depositi sulla ricchezza finanziaria delle famiglie (al lordo delle passività) si è attestato nel complesso dell'area al 34,2%. Qui L’approfondimento sul sito di Banca d’Italia. 

 

Istat: cresce il commercio extra UE, a settembre +5,1% per l’export 

A settembre, l’export cresce su base annua del 5,1%. L’aumento diffuso, è particolarmente elevato per il comparto energetico (+103,9%). Lo rileva l'Istat evidenziando al contempo che l’import osserva una crescita a doppia cifra: +32,9%, con incrementi per tutti i raggruppamenti, i più marcati per energia (+102,4%) e beni di consumo durevoli (+49,8%). La stima del saldo commerciale a settembre 2021 è pari a +1.671 milioni, in calo rispetto a settembre 2020 (+5.273). Qui la Nota dell’Istat. 

 

Eurostat: flessione dell’occupazione nel secondo trimestre 2021 

La disoccupazione è stata la principale componente del rallentamento del mercato del lavoro per tutti gli Stati membri dell'UE nel secondo trimestre del 2021. Lo rileva l’Eurostat osservando che la domanda non soddisfatta per l’occupazione è stata pari al 14,5% della forza lavoro (15-74 anni) ed i disoccupati hanno rappresentato quasi la metà della flessione del mercato del lavoro (7,0% della forza lavoro estesa nell'UE). In Italia, le "persone disponibili a lavorare ma non in cerca di occupazione" rappresentano l'11,5% della forza lavoro estesa e hanno dato il maggior contributo alla stasi del mercato del lavoro. Qui il Comunicato stampa di Eurostat. 

 

A settembre le vendite online della Gdo superano le attese 

A settembre il giro d’affari del canale online della Grande distribuzione Organizzata, ha raggiunto quota 148 milioni di euro, con una crescita del 27% rispetto allo stesso periodo del 2020. Lo comunica l’Iri, la società che effettua la rilevazione per OsservaItalia, spiegando che il risultato cumulato dei primi nove mesi del 2021 ha raggiunto quota 1,25 miliardi di euro, distante solamente 80 milioni dal fatturato totale dell’anno scorso. La tendenza a parità di periodo farebbe segnare un +40%. Stabili i rapporti di forza tra i servizi di consegna, con il Click&collect che mostra un passo circa tre volte più rapido rispetto all’home delivery, conclude il rapporto. Qui per un approfondimento. 

 

Intesa SanPaolo: industria oltre pre-covid, fatturato record nel 2023 

L'industria manifatturiera continua a crescere e a fine anno raggiungerà i livelli pre-Covid con un fatturato in aumento dell'11.2% a prezzi costanti, andando così a colmare il divario pre-Covid (+0.8%) e del 20.6% a prezzi correnti (+9.3% sul 2019). È quanto emerge dal Rapporto sui settori industriali realizzato da Intesa Sanpaolo insieme a Prometeia. Nel prossimo biennio, osserva il Report, la crescita dell'attività manifatturiera si confermerà vivace, su un tasso medio annuo del 4.2% a prezzi costanti che, a fine 2023, spingerà il fatturato deflazionato al +9.4% rispetto al pre-Covid. Mentre, la performance del fatturato a prezzi correnti, raggiungerà la cifra record di 1.135 miliardi di euro nel 2023 (+196 miliardi rispetto al 2019). Qui per approfondire. 

 

Istat: scende la fiducia dei consumatori ma aumenta quella delle imprese 

A ottobre diminuisce l'indice del clima di fiducia dei consumatori (da 119,6 a 118,4) ed aumenta quello delle imprese (da 113,7 a 115). Secondo i dati diffusi dell’Istat, la flessione dell'indice di fiducia dei consumatori esprime un peggioramento ampio dei giudizi: il clima corrente registra la discesa più marcata (da 116,1 a 113,7) mentre il clima economico e quello personale evidenziano flessioni più contenute (rispettivamente, da 143,6 a 142,2 e da 111,5 a 110,4). Solo il clima futuro è in aumento, passando da 124,7 a 125,4. Per le imprese si stima un miglioramento della fiducia nell'industria: nel settore manifatturiero l'indice aumenta da 113,2 a 114,9 e nelle costruzioni sale da 155,5 a 159,2. Qui la Nota dell’Istat.  

 

Market Watch PMI, Banca Ifis: imprese fanno squadra per rafforzare la filiera e crescere all’estero 

Filiere corte, credito commerciale a clienti e fornitori, nuove piattaforme digitali per una maggiore integrazione tra aziende. Le Pmi italiane puntano sulla collaborazione dell’intera supply chain che è sempre più tecnologica. Una dinamica che la pandemia ha evidenziato come punto di forza del made in Italy, da monte a valle nelle produzioni, e che stando al sentiment raccolto dall’ultimo Market Watch Pmi di Banca Ifis proseguirà anche nel prossimo futuro. La Banca, in collaborazione con Format Research, ha ascoltato un campione rappresentativo di oltre 500 piccole e medie aziende italiane, rilevando come la pandemia non abbia intaccato la forza dei prodotti italiani sui mercati esteri che tuttavia restano prevalentemente ancorati al mercato europeo. Una geografia di vicinanza che sembra si manterrà anche i prossimi anni. Qui per un approfondimento. 

 

Istat: industria, a settembre i prezzi alla produzione crescono del 13,3% 

A settembre i prezzi alla produzione dell'industria aumentano dell'1,6% su base mensile e del 13,3% su base annua. Lo rende noto l'Istat evidenziando che sul mercato interno i prezzi aumentano dell'1,9% rispetto ad agosto e del 15,6% su base annua. Al netto del comparto energetico, i prezzi registrano un incremento congiunturale dello 0,9% e crescono del 7,8% in termini tendenziali. Nel trimestre luglio-settembre 2021, rispetto al trimestre precedente, i prezzi alla produzione dell'industria crescono del 5,1%. La crescita congiunturale è più intensa sul mercato interno (+6,2%) rispetto a quello estero (+2,7%). Gli incrementi tendenziali più marcati interessano coke e prodotti petroliferi raffinati (+37,3% mercato interno, +57,2% area non euro), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+21,9% mercato interno, +32,8% area euro, +24,3% area non euro). Qui la Nota dell’Istat. 

 

 La Voce degli Stakeholder 

 

Coldiretti: con 52 mld è record per il cibo italiano all’estero 

L'alimentare Made in Italy farà registrare il record storico nelle esportazioni raggiungendo quota 52 miliardi, se la tendenza di aumento del 13% sarà mantenuto. È quanto emerge dal rapporto di Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi otto mesi del 2021. Un risultato ottenuto nonostante le difficoltà degli scambi commerciali e il lockdown in tutti i continenti della ristorazione, ha precisato la Coldiretti, ma anche nonostante l’insopportabile diffusione di imitazioni dei nostri prodotti in giro per il mondo. Tra i principali clienti del Made in Italy a tavola ci sono gli Stati Uniti che si collocano al secondo posto con un incremento del 3% a luglio. Positivo l’andamento anche in Germania che si classifica al primo posto tra i Paesi importatori di italian food con un incremento del 9%.  Qui per approfondire. 

 

Coldiretti: la filiera del cibo è la prima ricchezza d’Italia, vale 575 miliardi di euro (+7%), 1/4 del Pil 

Nel 2021 il cibo diventa la prima ricchezza dell’Italia per un valore di 575 miliardi di € che incrementa del 7% rispetto al 2020 nonostante le difficoltà legate alla pandemia. Sono i dati emersi dall’analisi della Coldiretti. Nel secondo anno del Covid la filiera agroalimentare italiana ha dimostrato un'elevata capacità di resilienza, con un incremento del fatturato che accomuna agricoltura, industria e grande distribuzione, mentre la ristorazione ricomincia crescere dopo un 2020 disastroso. Il made in Italy alimentare vale oggi quasi un quarto del Pil nazionale e dal campo alla tavola vede impegnati 4 milioni di lavoratori in 740.00 aziende agricole, 70.000 industrie alimentari, oltre 330.000 realtà della ristorazione e 230.000 punti al dettaglio. Qui per un approfondimento. 

 

Innovazione  

 

Rivoluzione IT: gli investimenti si spostano “in-house”, nel 2022 giro d’affari da 4,5 trilioni di dollari 

Secondo l’ultimo forecast di Gartner, la spesa mondiale in IT crescerà del 5,5% nel 2022 rispetto al 2021, per un valore totale di 4.500 miliardi di dollari. Le aziende si concentreranno maggiormente sull’innovazione interna piuttosto che sugli acquisti da fornitori esterni, registrando di fatto un rallentamento rispetto alla crescita registrata dal 2020 al 2021 (che era stata del 9,5%). Tuttavia, prosegue il report, le iniziative legate alle tecnologie digitali restano una priorità strategica per le aziende in questa fase in cui stanno “reinventando il futuro del lavoro”. L’Enterprise software è di conseguenza il segmento di spesa It che secondo Gartner vivrà lo sviluppo maggiore: +11,5% nel 2022, per un valore di quasi 670 miliardi, trainato dagli investimenti in software per l’infrastruttura, che saranno maggiori di quelli per i software applicativi. Qui per approfondire. 

 

Assintel: il mercato ICT continua a crescere e supera i 34 miliardi di euro 

Il mercato dell’Information & Communications Technology (ICT) chiuderà il 2021 con una spesa pari a 34,4 miliardi di €, in crescita del 4,1% rispetto al 2020: è quanto emerge dalla ricerca realizzata da Assintel (Associazione Nazionale delle Imprese ICT e Digitali) insieme alla società di ricerca indipendente IDC Italia, con la sponsorship di Confcommercio, Grenke e Intesa Sanpaolo. Secondo il rapporto, la crescita della spesa in ICT si consoliderà nel 2022, superando i 35 miliardi di €, per poi arrivare a 36,4 miliardi di € nel 2023, con una crescita media annua del +3,3%. Il report osserva però, che rimane un significativo 32% di aziende che non è riuscita ad attivare il cambiamento, riducendo o rimandando gli investimenti. È su questa fascia che occorrerà intervenire a livello locale per un coinvolgimento nei progetti di rilancio del PNRR. Qui per un approfondimento. 

 

Crif: boom di dati personali rubati sul web (+56,3% vs 2020) 

Nella prima metà dell’anno sono stati oltre 1 milione gli alert ricevuti da utenti italiani relativamente a un attacco informatico ai danni dei propri dati personali, in crescita del +56,3% rispetto alla precedente rilevazione. È quanto emerge dall’Osservatorio Cyber di Crif. L’analisi si focalizza sugli alert relativi a informazioni ritrovate sul dark web (ovvero l’insieme di ambienti web che non appaiono attraverso le normali attività di navigazione in Internet e necessitano di browser specifici o di ricerche mirate) all’interno del quale circolano indebitamente miliardi di dati. Il Rapporto evidenzia inoltre che nel primo semestre 2021 vi è stata una crescita del 18% dei dati trovati sul dark web rispetto al secondo semestre 2020. È proprio in questi ambienti che si trovano il maggior numero di informazioni ottenute tramite frodi informatiche, basti pensare che gli utenti allertati in Italia per dati rilevati sul dark web sono il 72,9%, a fronte di un 27,1% di soggetti allertati per dati rilevati sul web pubblico (open web). Qui per un approfondimento. 

 

Gender Equity 

 

Fondimpresa, competenze scientifiche e gender gap, il ruolo della formazione nelle aziende 

“Competenze scientifiche e gender gap, il ruolo della formazione nelle aziende” è il titolo del webinar organizzato e promosso da Fondimpresa. L’impatto della Digital Transformation avrà̀ un peso determinante nel caratterizzare i fabbisogni futuri delle imprese italiane, ma ad oggi sono ancora poche le donne che ricoprono ruoli tech nelle funzioni aziendali. Con l’evento Fondimpresa vuole raccontare il suo impegno per il superamento della diversità di genere nelle discipline scientifiche, che abilitano le competenze oggi più richieste ai lavoratori. Le donne ed i lavoratori in generale che sfruttano l’opportunità offerta dalla formazione continua, afferma Fondimpresa, possono accrescere il proprio bagaglio di competenze acquisendo la possibilità di collocarsi più facilmente all’interno del mondo del lavoro anche e soprattutto in ambiti che prima erano loro preclusi come quelli scientifici, ma anche quelli inerenti alle competenze digitali. Qui per un approfondimento. 

 

Enti locali 

 

Le micro e piccole imprese penalizzate nell'accesso a gare pubbliche 

Nel Lazio, le Pmi si aggiudicano meno del 20% delle gare sopra il milione di euro, rischiando di rimanere tagliate fuori dal Piano nazionale di ripresa e resilienza perché non abbastanza competitive.  Inoltre, la quota di aggiudicazione delle gare con un valore compreso tra 1 e 5 milioni da parte delle micro-piccole imprese fino a 19 addetti supera di poco il 14 per cento. Al contrario, per le gare più piccole sotto i 40mila euro, l’asticella sale oltre l’83 per cento. È quanto emerge da uno studio di Unindustria “Appalti per MPMI 4.0”, realizzato con l’Università di Tor Vergata e Promo P.A. Fondazione. Qui per approfondire. 

 

Recovery, via libera del CdM ai progetti "bandiera" degli Enti locali 

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto-legge “Disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose”. Ogni regione e ogni provincia avrà un "progetto bandiera" con "particolare rilevanza strategica" e coerente con le linee del Pnrr e per la sua elaborazione potrà contare su un nuovo nucleo di coordinamento tra le istituzioni locali e lo Stato. È quanto si legge in una nuova bozza del dl recovery. Il nuovo organismo è istituito, presso il dipartimento per gli Affari regionali e le autonomie della presidenza del Consiglio dei ministri e sarà operativo fino al 31 dicembre 2026. Qui per approfondire.

 

Mondo MEF 

 

Legge di Bilancio 2022, via libera del Consiglio dei Ministri 

Varata dal Consiglio dei Ministri la legge di bilancio 2022, una maximanovra composta da 185 articoli con un ampio ventaglio di misure che interessano lavoratori, imprese, famiglie, giovani. Si va dall’intervento sulle pensioni al reddito di cittadinanza (rifinanziato e modificato), i congedi per i papà, il rinnovo dei bonus edilizi, i fondi per la sanità e per gli Enti locali. Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Daniele Franco, ha spiegato che la manovra è di circa 30 miliardi, una cifra assicurata per il prossimo triennio. "Al problema del debito pubblico, a quello delle prestazioni sociali inadeguate e alle altre giuste modifiche del nostro sistema sociale che non abbiamo potuto fare negli anni passati si esce attraverso la crescita: il Paese crescerà bene, oltre il 6%, e questa è una bussola e la strategia di questo governo". Inoltre, sempre il ministro dell'Economia ha specificato che l'anno prossimo l'aumento del pil atteso sarà pari al 4,7%, contro le precedenti stime che parlavano di una crescita del 4,1%. Qui il Comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

 

Recovery, al Mef un comitato per la spending review 

Si rafforza il ruolo del Ministero dell’economia e delle finanze nel presidio dei processi di monitoraggio e valutazione della spesa anche per supportare le altre amministrazioni centrali. È stato infatti previsto un "Comitato scientifico per le attività inerenti alla revisione della spesa", presieduto dal Ragioniere generale dello Stato, rispolverando la “spending review” per rendere più efficiente l'uso del recovery. Il comitato, cui partecipano dirigenti dei ministeri coinvolti, un componente della segreteria tecnica Mef e rappresentanti di Bankitalia, Istat, Corte dei conti, farà capo alla ragioneria e "opera in relazione alle linee guida stabilite dal presidente del Consiglio e riferisce al ministro dell'Economia". Qui per un approfondimento sul Sole24Ore 

 

Mef, rilevazione delle entrate tributarie e della fatturazione elettronica 

Nel periodo gennaio-agosto 2021, le entrate totali ammontano a 302.180 milioni di euro (+30.614 milioni di euro, pari a +11,3%). Le imposte dirette si attestano a 167.237 milioni di euro (+7.548 milioni di euro, pari a +4,7%) e le imposte indirette risultano pari a 134.943 milioni di euro (+23.066 milioni di euro, pari a +20,6%). Nei primi sette mesi del 2021, l’imponibile Iva rilevato attraverso i dati derivanti dalla fatturazione elettronica è cresciuto complessivamente del 20,1% rispetto allo stesso periodo del 2020. L’incremento è stato più significativo per le persone fisiche (+22%) rispetto alle persone giuridiche (+20%). Lo comunica con un Report il Dipartimento delle finanze. Qui per approfondire sul sito del Dipartimento delle Finanze.