(...) La società della conoscenza è l’esito più democratico, aperto e fruttuoso del rapporto tra scienza e cultura, perché l’estesa sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui progressi scientifici e tecnologici, e sulle loro possibili implicazioni, amplia il consenso a decisioni politiche fondate su evidenze scientifiche. 

Dall’intervento della Magnifica Rettrice della Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022.

 

Il Dibattito delle Idee 

 

Riforme in Italia: ora o mai più 

Negli ultimi decenni in Italia si è passati dai problemi strutturali all’attesa della “stagione delle riforme”, passando per le lunghe crisi politiche e istituzionali, cause del declino economico del nostro Paese ben prima che la pandemia monopolizzasse gran parte delle analisi sul nostro presente. Il declino è quindi inarrestabile? Non necessariamente, ma serve sfruttare a pieno le ingenti risorse messe a disposizione dal programma Next Generation Eu, privilegiando compiutamente gli investimenti e le riforme. Su LaVoce.info l’articolo integrale di Paolo Sestito.

 

Dove va l’industria manifatturiera italiana 

Secondo il Centro Studi della Confindustria (CSC), nel corso del 2021 la manifattura italiana ha recuperato stabilmente i livelli di attività precedenti lo scoppio della pandemia, diventando uno dei principali motori della crescita industriale nell’Eurozona. In Germania e Francia, nonostante un calo meno drastico dei volumi di produzione nei mesi più critici del 2020, il pieno riassorbimento dello shock appare ancora lontano. Una visione tutto sommata rosea.  Occorre, però, chiedersi se non manca nel documento una presa in considerazione adeguata di alcune criticità spesso sottolineate in incontri e conversazioni con imprenditori alla guida di aziende grandi e piccole. Qui per approfondire. 

 

Rischio recessione: tre fattori mettono in pericolo l’Italia nel 2022 

La nuova ondata pandemica, l’inflazione in continua accelerazione ed infine la scarsità di materie prime e manodopera, potrebbero destabilizzare la ripresa economica dell’Italia nel 2022, ad oggi prevista verso il 4,1% del Pil. Sarà possibile mitigare questi rischi? E quali politiche occorrerà mettere in atto? Qui per un approfondimento. 

 

Studi, ricerche e numeri 

 

L’Istat pubblica il nuovo registro statistico delle imprese attive  

L’Istat ha divulgato le informazioni sulla struttura delle imprese per l’anno 2019 derivanti dal Registro statistico delle Imprese (Asia-Imprese), che contiene le unità statistiche implementate nel sistema dei registri secondo la corretta applicazione del regolamento Cee. L’implementazione delle nuove metodologie di profiling nel sistema dei registri Asia ha comportato un grande investimento per la reingegnerizzazione del sistema informatico del registro -  sottolinea l’Istat - al fine di garantire l’interoperabilità delle informazioni con la nuova unità statistica, la completezza delle stesse, l’accuratezza dei risultati e la tempestività dei dati. Qui la Nota dell’Istat. 

 

Banca d’Italia: “Moderati rischi per la stabilità finanziaria” 

"In Italia i rischi per la stabilità finanziaria sono moderati" e "persistono vulnerabilità di medio termine collegate soprattutto con la possibilità che la crescita economica, attualmente solida, perda di intensità". Lo rende noto la banca d’Italia  nel secondo Rapporto sulla stabilità finanziaria del 2021, sottolineando come i programmi di acquisto di titoli pubblici e privati dell'Eurosistema contribuiscono a "mantenere distese le condizioni di finanziamento sui mercati, anche nel comparto dei titoli di Stato". Secondo il Rapporto migliora anche la situazione finanziaria delle imprese e le assicurazioni tornano a livelli pre-pandemia. Gli spread sulle obbligazioni private rimangono su livelli storicamente bassi e la progressiva riduzione dei tassi di insolvenza delle imprese, resa possibile dal buon andamento dell'economia, "attenua il rischio di bruschi cali dei corsi obbligazionari". Qui la Nota di Banca d’Italia. 

 

Istat, fatturato boom per le imprese a controllo estero in Italia: +5% nel 2019 

Nel 2019 cresce il fatturato delle multinazionali a controllo estero in Italia. L’incremento è decisamente più ampio di quello del totale delle imprese residenti nel nostro Paese (+5% contro +0,8%). Lo ha reso noto l’Istat nel Report Struttura e competitività delle imprese multinazionali, secondo cui competenza e specializzazione della forza lavoro sono tra i primi fattori di attrazione e persistenza in Italia. Nel 2019 le imprese a controllo estero residenti in Italia erano 15.779 per 1,5 milioni di addetti e 624 miliardi di fatturato, la dimensione media è di 95,8 addetti. Tra le controllate estere in Italia il 22,1% aveva in programma un incremento dei livelli di attività per il biennio 2021-2022, il 62,5% un mantenimento della dimensione economica, il 5,3% un ridimensionamento. Tra il 2020 e il 2021 il 52,5% dei principali gruppi multinazionali italiani dell’industria e dei servizi ha avviato investimenti di controllo all’estero, il 44,1% li ha progettati. Qui la Nota dell’Istat. 

 

Eurostat: Il trasporto merci su strada diminuisce nel 2020  

Nel 2020, il totale del trasporto merci su strada nella UE è sceso di quasi l'1% in termini di tonnellate-chilometro (tkm) rispetto al 2019. I lockdown e le altre misure imposte da molti Stati membri nel 2020 per contrastare la pandemia da COVID-19 ha avuto un impatto negativo sul trasporto merci su strada, in particolare nel secondo trimestre del 2020. Ciò ha determinato un'interruzione della tendenza al rialzo osservata negli ultimi anni. Lo comunica l’Eurostat, evidenziando comunque che, nel terzo e quarto trimestre del 2020, il trasporto merci su strada è tornato a livelli addirittura superiori rispetto a prima della pandemia. Rispetto al terzo trimestre del 2019, nel terzo trimestre del 2020 si è registrato un aumento di oltre il 2%. Qui per un approfondimento. 

 

Banca d’Italia-Ministero del Lavoro: nei primi 10 mesi del 2021 creati 603mila nuovi posti 

Nel periodo che va dal primo gennaio alla fine di ottobre, sono stati creati oltre 603.000 posti di lavoro alle dipendenze, a fronte dei 105.000 del 2020 e dei 411.000 del 2019. È quanto emerge dall'analisi congiunta della Banca d'Italia e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito delle Comunicazioni obbligatorie. La creazione di posti di lavoro "è sostenuta ancora largamente dall'occupazione a termine", si legge nella nota. Nei mesi autunnali sono tuttavia cresciute lievemente anche le assunzioni a tempo indeterminato, tornate a ottobre sui livelli pre-pandemici. Il numero di licenziamenti rimane modesto anche a settembre e ottobre. Qui e qui per approfondire. 

 

Banca d’Italia: FinTech, aumentano gli investimenti, le banche italiane mettono sul piatto 530 milioni per il biennio 2021-2022 

Secondo la terza indagine sul FinTech nel sistema finanziario italiano, condotta da Banca d'Italia, la spesa in tecnologie FinTech nell'industria finanziaria italiana è stimata, per il biennio 2021-2022, a 530 milioni di euro, in crescita rispetto al biennio precedente (456 milioni di euro). Aumenta il numero di intermediari investitori e di progetti censiti nel campo delle nuove tecnologie finanziarie (da 77 a 96 unità) e di investitori dei progetti (da 267 a 329), suggerendo un maggior tasso di adozione di tecnologie innovative all'interno del sistema finanziario. Mobile banking, digital lending e open banking risultano le aree più toccate dall'ondata di innovazione. Qui la Nota di Banca d’Italia. 

 

Istat: Commercio estero, export extra UE torna a crescere 

Ad ottobre l’export verso i paesi extra UE registra, per l’interscambio commerciale con i paesi extra UE27, un aumento congiunturale per entrambi i flussi, più ampio per le importazioni (+3,2%) rispetto alle esportazioni (+1,5%). Su base annua, la crescita dell’export rallenta (+3,9%, da +5,2% di settembre). Lo rileva l'Istat secondo cui nel complesso del trimestre agosto-ottobre 2021, la dinamica congiunturale delle esportazioni verso i paesi extra UE risulta in lieve calo. Tale dinamica, sottolinea l’Istat, è tuttavia influenzata dalle movimentazioni occasionali di elevato impatto (vendite di mezzi di navigazione marittima) registrate a ottobre dello scorso anno, al netto delle quali l’aumento tendenziale delle esportazioni è più ampio (+5,4%). La crescita, sia congiunturale sia tendenziale dell’import è in larga misura dovuta all’aumento degli acquisti di prodotti energetici. Qui la Nota dell’Istat. 

 

Istat, in calo a novembre la fiducia dei consumatori, stabile quella delle imprese 

Secondo quanto rileva l'Istat, a novembre si registra un calo sensibile (da 118,4 a 117,5) dell'indice di fiducia dei consumatori mentre rimane stabile l'indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 115 a 115,1). L’Istat afferma che la flessione dell’indice di fiducia dei consumatori è dovuto essenzialmente ad un peggioramento delle attese sulla situazione economica generale e di quelle attinenti la sfera personale. Più in dettaglio, il clima economico e quello futuro sono in deciso peggioramento (i relativi indici calano, rispettivamente, da 142,2 a 139,8 e da 125,4 a 121,0) mentre il clima personale registra una riduzione più contenuta (da 110,4 a 110). Solo il clima corrente è in crescita, con l’indice che passa da 113,7 a 115,2. Per le imprese invece si rileva un miglioramento della fiducia nell’industria manifatturiera (l’indice aumenta da 115,1 a 116,0) e nel commercio al dettaglio (da 105,4 a 106,8). Pei servizi di mercato e nelle costruzioni (l’indice scende, rispettivamente, da 112,1 a 111,3 e da 159,2 a 157,4), si evidenzia, al contrario, un calo. Qui la Nota dell’Istat. 

 

La Voce degli Stakeholder 

 

Indagine CNA giovani e micro-imprese  

Il 77,2% degli occupati nelle micro-imprese con meno di trent’anni di età lavora con un contratto a tempo indeterminato. Secondo un'indagine realizzata dal Centro studi CNA, compiuta su dati Istat, è stato rilevato che le strutture con meno di dieci addetti sono quelle che in percentuale impiegano maggiormente i lavoratori della fascia di età̀ più̀ giovane, tra i 15 e i 29 anni. In Italia, infatti, nelle micro-imprese il 22,4% dei dipendenti conta meno di trent’anni. In termini assoluti si tratta di oltre 673mila lavoratori dipendenti. Qui per approfondire. 

 

CSC Confindustria: la manifattura al tempo della pandemia. La ripresa e le sue incognite 

Dopo il crollo dei primi mesi del 2020, l’attività industriale a livello mondiale ha ripreso a risalire. Successivamente al rimbalzo, tuttavia, il percorso di crescita si è sostanzialmente interrotto nel 2021 con lo scoppio della pandemia, tanto nel mondo avanzato quanto in quello emergente. Al rallentamento che ne è conseguito, si sono aggiunti gli effetti negativi prodotti dalla crisi della logistica marittima che ha fatto impennare i costi di trasporto e rallentato i flussi commerciali di materie prime, semilavorati e beni. A differenza di quanto accaduto con le precedenti crisi globali, la manifattura italiana, dopo il tracollo di oltre 40 punti percentuali nel bimestre di marzo e aprile del 2020, non solo ha recuperato stabilmente i livelli di attività precedenti lo scoppio della pandemia, ma è diventata uno dei principali motori della crescita industriale nell’Eurozona. È questo lo scenario configurato nella presentazione del Rapporto 2021, Scenari industriali del Centro Studi di Confindustria. Qui per approfondire. 

 

Confartigianato: digitale ed edilizia driver della ripresa, ma pesano rischi e incertezze 

La ripresa non è ancora diffusa a tutto il sistema delle imprese: nei settori in recupero, dove nel 2021 si rilevano livelli di attività o dei ricavi superiori rispetto al 2019 pre-Covid-19, si conta il 42,7% delle micro e piccole imprese, pari a 1,9 milioni di unità con 4,8 milioni addetti e il 53,6% delle imprese artigiane, pari a 541 mila unità con 1,4 milioni di addetti. Lo stima il Centro Studi Confartigianato nel 16° report “‘Verso il 2022 del rilancio”. A fronte del traino dell’edilizia, dei settori dell’economia digitale e dell’e-commerce, recuperano i livelli precrisi l’export e 13 settori manifatturieri, mentre persistono gravi ritardi per la moda, i servizi per la mobilità delle persone e legati al turismo: nei tre mesi estivi del 2021, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia rimane del 43,2% inferiore allo stesso periodo del 2019. Sul mercato del lavoro, mentre gli occupati dipendenti hanno recuperato i livelli precrisi, gli effetti della pandemia si scaricano completamente sul lavoro indipendente. Qui lo studio di Confartigianato. 

 

Unioncamere: entro il 2025 6 lavoratori su 10 dovranno avere competenze green o digitali 

Entro il 2025, 6 lavoratori su 10 dovranno avere competenze green o digitali. Nei prossimi cinque anni, infatti, il mercato del lavoro avrà bisogno di almeno 2,2 milioni di nuovi lavoratori in grado di gestire soluzioni e sviluppare strategie ecosostenibili (il 63% del fabbisogno del quinquennio che include anche il turnover) e di 2,0 milioni di lavoratori in grado di saper utilizzare il digitale (il 57%). E a partire dal 2022 un ulteriore impulso arriverà grazie all’attuazione delle misure previste nel PNRR. Sono le previsioni a medio termine (2021-2025) del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere, presentate nell’ambito della trentesima edizione di Job&Orienta. Qui per un approfondimento. 

 

Confcommercio lancia il progetto “Imprendigreen” 

L’importanza che la sostenibilità riveste come occasione di sviluppo e ambito strategico su cui investire è ormai evidente e lo sarà sempre di più in un futuro caratterizzato dalla necessità di ripensare modelli di sviluppo, consumo e produzione come l’emergenza da Covid-19 ha contribuito a evidenziare. “Imprendigreen” è una nuova mission di Confcommercio nell'ambito della sostenibilità ambientale. Obiettivo del progetto è sensibilizzare e consolidare l'impegno sostenibile del settore imprenditoriale attraverso specifici percorsi formativi, coinvolgendo soprattutto quei settori rappresentati dalla Confederazione che non hanno ancora avviato iniziative al riguardo. “Imprendigreen”, inoltre, è strutturato per supportare le imprese nella delicata transizione da un’economia lineare a una circolare, per far conoscere loro le opportunità di investimento, per qualificare e rafforzare l'impegno sostenibile. Inoltre, l'iniziativa mira a sensibilizzare quelle componenti del sistema che ancora non si sono avvicinate ai temi della sostenibilità. Qui in dettaglio il progetto di Confcommercio. 

 

Innovazione  

 

Big data e analytics: nel 2021 riparte il mercato, 2 miliardi di €, +13% 

Nel 2021 il mercato Analytics raggiungerà un valore stimato superiore ai 2 miliardi di €, in crescita del 13%, dopo che nel 2020 la pandemia aveva fortemente rallentato gli investimenti in ambito gestione e analisi dei dati. La crescita è trainata soprattutto dalla componente software, che registra un incremento del 17% (con punte di oltre il 30% per le piattaforme di Data Governance e Data Science & AI), e dai servizi di consulenza e personalizzazione tecnologica, mentre la spesa in risorse infrastrutturali aumenta meno della media del mercato. La ripresa coinvolge tutti i settori merceologici, con investimenti in Data Management & Analytics in aumento di oltre il 10%. Assicurazioni, manifatturiero e telco & media sono i comparti che segnano la crescita più marcata. Un quinto degli investimenti in soluzioni di Analytics passa da servizi in Public & Hybrid Cloud, +21% rispetto al 2020. Sono i risultati della ricerca dell’Osservatorio Big Data & Business Analytics della School of Management del Politecnico di Milano, nel Report “La Data Science è ripartita: siete pronti a seguirla?”. Qui per approfondire. 

  

 Anitec-Assinform: il digitale crescerà +5,5% nel 2021 

Il mercato digitale italiano continua la sua ripresa ed è previsto in aumento al termine dell'anno in corso (+5,5% rispetto al 2020). Tutti i comparti faranno registrare un segno positivo ad eccezione del segmento dei servizi di rete. Inoltre, prosegue l’analisi, nei prossimi tre anni (2022-2024) continuerà ad aumentare il volume d'affari del digitale, grazie anche all'impatto positivo delle risorse e delle riforme previste dal Pnrr, con una crescita attesa intorno al +5% annuo. È quanto emerge dal rapporto 'Il Digitale in Italia 2021. Previsioni 2021-2024 e Policy', di Anitec-Assinform, l'associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell'Ict. Qui per un approfondimento.  

  

Polimi: il 2020 spinge la digitalizzazione nelle PMI, ma mancano ancora competenze e strumenti 

Nelle PMI italiane cresce il ricorso ad alcuni strumenti digitali, ma in oltre 4 aziende su 10 (42%) le competenze sono ancora limitate o distribuite in maniera non omogenea tra il personale. La trasformazione digitale rimane in generale limitata a specifici servizi e strumenti operativi, faticando a decollare verso una revisione strategica dei processi: a mancare è in primo luogo la visione, con il 43% di imprenditori che mostra ancora delle resistenze nell'approccio al digitale. A parità di settore, dimensione e area geografica, le PMI più mature digitalmente mostrano una più elevata resilienza e migliori performance economiche. È il risultato di “Obiettivo innovazione digitale, il Next Gen EU per trasformare le PMI italiane", prima edizione dell'Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Polimi di Milano. A fronte di un totale di circa 4,4 milioni di imprese attive in Italia, si legge nel report, quasi 220 mila PMI (imprese con un numero di addetti compreso tra 10 e 249, con meno di 50 milioni di euro di fatturato) costituiscono un pilastro del tessuto imprenditoriale italiano, rappresentando il 41% del fatturato nazionale. Qui per un approfondimento.  

 

 Gender Equity 

 

Orange The MEF, la parità di genere contro la violenza sulle donne 

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale dell’eliminazione della violenza sulle donne 2021 ha aderito alla campagna dell’ONU “UNiTE by 2030 to End Violence against Women”. Per testimoniare l’adesione valoriale e il coinvolgimento della comunità professionale del MEF agli obiettivi di sensibilizzazione della campagna, la facciata del Palazzo delle Finanze in via XX Settembre a Roma, nella giornata del 25 novembre, è stata illuminata per ventiquattro ore di arancione, il colore simbolo dell’iniziativa dell’ONU. Inoltre, il 26 novembre il Dipartimento dell’amministrazione del personale e dei servizi del MEF, nell’ambito del ciclo di seminari “MEF per le persone”, ha organizzato l’evento virtuale “Non c’è alcun rifugio dentro di me…”, al centro del quale ci sarà il tema degli effetti della pandemia sulla violenza di genere. Qui il comunicato stampa del Mef. 

 

Enti locali 

 

 

Accordo Anci-Invitalia per l’attuazione dei progetti di Comuni e Città metropolitane 

Condividere soluzioni per realizzare interventi e progetti del Pnrr di competenza di Comuni e Città metropolitane, migliorare la "capacity building" degli enti e definire programmi di intervento sostenibili, innovativi e rapidi, rafforzando la qualità della spesa pubblica. È questo il fulcro dell’accordo sottoscritto da Anci e Invitalia che si impegnano a collaborare, in linea con quanto indicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e nell’ambito delle misure promosse dal Governo, per accelerare la realizzazione degli interventi del PNRR che entreranno nel vivo nei prossimi mesi. Numerosi gli ambiti che saranno coinvolti con i progetti del PNRR: dalla rigenerazione urbana alla riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio pubblico fino al miglioramento della qualità delle reti, degli impianti e dei servizi pubblici. Invitalia fornirà supporto tecnico e operativo ai Comuni e alle Città metropolitane e fungerà da centrale di committenza, mettendo a disposizione un percorso standard delle procedure di evidenza pubblica. Qui per approfondire. 

 

Mondo MEF 

 

L’Italia aderisce alla coalizione Export Finance for Future (E3F)  

L’Italia ha aderito alla coalizione Export Finance for Future (E3F) che riconosce il ruolo del sostegno finanziario pubblico alle esportazioni nel promuovere la transizione verso progetti e investimenti compatibili con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Lo comunica il Mef, sottolineando che l’iniziativa è in linea con gli obiettivi della dichiarazione di Roma del 31 ottobre scorso al termine del Summit G20 e con i principi dichiarati nel Summit G7 di Carbis Bay del giugno scorso e segue gli impegni assunti nell’ambito della COP26 tenutasi recentemente. Gli obiettivi della coalizione, di cui fanno parte Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svezia, rientrano nel processo volto a generare valore nell’ambito di una transizione ecologica che sia in grado di garantire un percorso graduale e ordinato per i cittadini, le imprese e l’occupazione. L’adesione dell’Italia alla coalizione è stata perfezionata nel corso della riunione odierna ed è concomitante a quelle di Belgio e Finlandia. Qui Il Comunicato stampa del Mef.