Podcast Embed Code

Per un’impresa la gestione del magazzino riveste un’importanza strategica perché è funzionale all’efficiente svolgimento del processo produttivo, ottimizza i flussi degli acquisti e i processi di trasformazione tecnico-economica e garantisce il soddisfacimento dei bisogni del mercato di sbocco. Negli ISA, la valutazione della gestione del magazzino in termini di affidabilità fiscale viene affidata all’indicatore di “durata e decumulo delle scorte” dato dalla media di due indicatori “durata delle scorte” e decumulo. Approfondiamo il tema con Alessia Calvano, analista economico di SOSE.

 

img

Testo Podcast

Per un’impresa la gestione del magazzino riveste un’importanza strategica perché è funzionale all’efficiente svolgimento del processo produttivo, ottimizza i flussi degli acquisti e i processi di trasformazione tecnico-economica e garantisce il soddisfacimento dei bisogni del mercato di sbocco. 

Da un punto di vista fisico, per magazzino si intende la struttura logistica, costituita per lo più da fabbricati e attrezzature, in cui le scorte ovvero le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti vengono ricevuti, stoccati, avviati al processo di trasformazione produttiva ed infine confezionati o imballati per la consegna al cliente.  

Lo stock di magazzino, ovvero le scorte in giacenza, in un dato momento, solitamente a fine anno, è determinato dai flussi delle rimanenze, cioè di tutti i beni rimasti invenduti o le materie prime e semilavorati non impiegati nel processo produttivo nel corso dello stesso periodo. Questi beni rimangono in giacenza senza generare valore per l’impresa. 

Le scorte rivestono un ruolo fondamentale per le imprese manifatturiere e del commercio perché permettono l'armonizzazione dell’assortimento con la dinamica della domanda ed evitano l’esaurimento di stock. Anche le imprese del terziario possono far fronte alla gestione del magazzino soprattutto per equilibrare il livello di servizio con la domanda specifica ma, gli aspetti legati alla trasformazione dei beni sono meno rilevanti.  

Le scorte possono assolvere a diverse funzioni come ad esempio: garantire indipendenza fra le fasi successive del processo produttivo o distributivo, tutelare l’impresa da possibili variazioni nei tempi di consegna delle materie prime o dei prodotti finiti per far fronte alle fluttuazioni della domanda. 

Al tempo di permanenza in magazzino dei materiali è connessa, tuttavia, una serie di costi per l’impresa: costi di approvvigionamento, di immagazzinamento, spese di gestione del magazzino e le inevitabili perdite dovute al deterioramento, al deprezzamento e all’obsolescenza dei prodotti invenduti.  

Le scorte rappresentano, quindi, un elemento critico nella gestione aziendale perché influenzano la competitività e l’efficacia nel garantire un adeguato livello di servizio al cliente, basti pensare al rispetto dei tempi di consegna. Tuttavia, scorte eccessivamente alte rappresentano immobilizzazioni di valore e determinano costi e fabbisogni di capitale che impattano sull’efficienza operativa. 

Per questo è importante misurare l’efficacia della gestione delle giacenze attraverso degli indicatori, tra i quali, uno dei più utilizzati, è la durata delle scorte che indica il tempo medio di presenza delle merci in magazzino. 

Negli ISA, la valutazione della gestione del magazzino in termini di affidabilità fiscale viene affidata all’indicatore di “durata e decumulo delle scorte” dato dalla media di due indicatori “durata delle scorte” e decumulo. 

L’indicatore “durata delle scorte” misura i giorni di permanenza media delle scorte in magazzino confrontando la giacenza media, calcolata come la media delle esistenze iniziali e le rimanenze finali dell’anno, con il costo del venduto e il costo per la produzione di servizi. Ne risulta una misura del tempo espresso in giorni mediamente necessario per far sì che quel bene o semilavorato torni nel processo di creazione di valore per l’impresa. 

Per i giorni di durata delle scorte in magazzino Sose individua intervallo di affidabilità (costituito da una soglia minima e una massima) in base alle caratteristiche del settore e al modello di business; la durata, calcolata sui dati dichiarati dal contribuente, viene confrontata con queste soglie e, in funzione dello scostamento, viene assegnato un punteggio che varia su una scala da 1 a 10: quanto più il numero di giorni di durata è prossimo alla soglia minima, tanto maggiore è l’affidabilità del contribuente e più alto il suo punteggio. 

Accanto alla “durata” si considera l’indicatore “decumulo delle scorte” dato dal rapporto tra le rimanenze finali e il valore medio degli acquisti dell’impresa effettuati nei due anni precedenti. Il suo punteggio varia su una scala da 1 a 10 in funzione dell’entità della riduzione del magazzino: quanto maggiore è tale riduzione tanto più alto è il punteggio. 

Il decumulo entra nella media dell’indicatore solo se il suo punteggio è superiore a quello della “durata”, considerando più affidabili i soggetti che, a fronte di elevate giacenze, riducono le scorte in magazzino.